sabato 18 novembre 2017

Gnocchi alla parigina per la Giornata Nazionale degli Gnocchi





Ogni volta che penso agli gnocchi mi ritrovo bambina, la domenica mattina, alzarmi tardi e vedere la mamma che li impasta. Da buona forchetta, la felicità era tangibile espressa in gridolini di massima approvazione per quei “topetti” fumanti accompagnati dal ragù. La domenica significava rilassarsi dagli impegni della scuola, avere talvolta ospiti a pranzo e godersi il duro lavoro della mamma che, quel giorno, raddoppiava. Il mio impegno invece era quello di osservare e magari di fare la riga agli gnocchi con il dorso della forchetta. Ricordo molte bene la frustrazione di mia mamma quando li cuoceva e a volte si disfacevano nella pentola, ogni volta era una scommessa ma non ha mai cambiato ricetta inserendo l’uovo. Più tardi si è capito che la differenza la facevano le patate: a pasta bianca e possibilmente vecchie quando gli zuccheri si sono trasformati in amidi.

Gli gnocchi sono un piatto semplice che ha bisogno davvero di pochi ingredienti per trasformarsi in una succulente pietanza in grado di soddisfare anche i palati più fini. Un tempo erano la felicità della tavola perché con poco si riusciva a riempirsi la pancia e godere del gusto, nella cucina di oggi hanno assunto mille sfaccettature e anche le versioni più povere hanno finito per diventare piatti di eccellenza.  Per tanto tempo per me gli gnocchi sono stati solo di patate e solo al ragù poi, ho scoperto altri condimenti e altri gnocchi: di ricotta, all’acqua cotta, ripieni, con farine diverse, alla romana. La felicità nel prepararli e mangiarli è la stessa, i ricordi sono cambiati.


Per la Giornata Nazionale degli gnocchi ho scelto di fare proprio quelli che non avevo mai fatto nella mia cucina: gli gnocchi alla parigina. Se fare gli gnocchi di patate è alla fine veloce e divertente per quelli alla parigina ci vuole tempo e calma. Gli gnocchi sono una sorta di pasta choux messa in sac a poche e versata un po’ alla volta nell’acqua bollente (la vera difficoltà è fare in modo che gli gnocchi abbiano tutti la stessa misura, 3-4 cm al massimo tagliandoli con un coltello bagnato o con le forbici). La salsa di accompagnamento è una salsa Mornay che avvolge gli gnocchi. Il tutto viene passato in forno e gratinato. Una goduria.


Salsa Mornay

Latte 500 ml

Burro 50 g

Farina 50 g

Panna 100 ml

Groviera 60 g

Tuorlo 1

Sale

Pepe

Noce moscata



Gnocchi

Latte 350 ml

Burro 150 g

Farina 200 g

Uova 4

Parmigiano 50 g

Sale

Pepe

Noce moscata



Per finire

2 cucchiai di parmigiano

Qualche fiocchetto di burro



Sciogliere in una casseruola 50 g di burro, aggiungere 50 g di farina e mescolare. Unire a filo il latte mescolando bene per evitare la formazione dei grumi. Grattare un po’ di noce moscata e regolare di sale e pepe. Far rapprendere mescolando bene poi togliere dal fuoco e lasciar intiepidire. Aggiungere il groviera tagliato a dadini, la panna e il tuorlo. Lavorare bene con la frusta.

Nel frattempo per gli gnocchi, in una casseruola versare il latte, un pizzico di sale, il burro e una grattata di noce moscata. Far sciogliere il burro a fuoco lento e appena il latte arriva a ebollizione versare la farina, setacciata, tutta in una volta. Mescolare bene con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo che si stacca dalle pareti della pentola. Lasciar raffreddare.

Unire al composto il parmigiano e le uova, una alla volta. L'impasto deve risultare piuttosto sodo ma elastico.

Mettere il composto in un sac à poche e lasciarlo cadere in una pentola di acqua bollente salata in pezzi di 3-4 cm con l’aiuto di un coltello o di forbici. Quando vengono a galla e scolarli e versare gli altri, meglio pochi alla volta.

In una pirofila versar qualche cucchiaio di salsa mornay, poi aggiungere gli gnocchi. Completare con la salsa, il parmigiano grattato e qualche fiocchetto di burro. Infornare a 200 °C per circa 20 minuti o fino a doratura.

venerdì 27 ottobre 2017

Pasteis de nata per il Club del 27




Il 27 è ormai un appuntamento fisso, non con lo stipendio, no, ma con il Club del 27. Siamo un nutrito gruppo di malate di cucina che amano, ogni 27, appunto, preparare una ricetta del tema del mese che fu, nell’MTC.  Questo mese il tema era la pasta sfoglia declinata in tante ricette dal mondo. Ho scelto i pasteis de nata pasticcini portoghesi conosciuti come pasteis de Belem.

il banner è della solita bravissima Mai

giovedì 26 ottobre 2017

White chocolate cheesecake with cranberry compote per Starbooks




Eccoci al secondo appuntamento con Starbooks. Seconda ricetta da Sweet di Yotham Ottolenghi e Helen Goh. Oggi la ricetta è di quelle che non dimenticherete facilmente. Capace di turbare il sonno ai più golosi, sono sicura la vorrete e la preparerete più e più volte e  magari per Natale. Se volete avere spiegazioni più dettagliate leggete qui

martedì 24 ottobre 2017

Lemon and semolina syrup cake per Starbooks



Dopo tanto tempo, eccomi di nuovo con lo Starbooks. Amo sfogliare i libri di cucina e assaporare un piatto già dalle immagini  e dagli ingredienti. Questa passione si perde nella notte dei tempi quando, da bambina, mentre tutte le altre leggevano di principesse e principi azzurri a me piaceva guardare quello che chiamavo il libro delle pastasciutte con mia mamma. Ho sempre comprato libri di ricette ma ora, da quando ho un blog, è diventata una vera e propria mania. Se poi si tratta di testare delle ricette, verificarne la fattibilità, e se le istruzioni sono abbastanza dettagliate, sono ancora più felice: miracoli di Starbooks. Questo mese il libro è Sweet di Yotam Ottolenghi e Helen Goh, un libro bellissimo, ricco di storie e curiosità. 2 sono le mie proposte, la prima sono queste tortine al limone, se volete sapere come è andata leggete qui

giovedì 19 ottobre 2017

Cannoli di sfoglia con crema di latte e caramello e cioccolato e menta





Felice, davvero felice che abbia vinto Francesca l'MTC, perché non se lo aspettava e perché è brava ma non crede di esserlo. Quando ha scelto la ricetta del mese, prima che alla ricetta, ho iniziato a pensare alla dedica che lei ha chiesto di fare insieme ai cannoli di sfoglia. Quando ho vinto l’MTC, la prima volta, anch’io ho chiesto una dedica o meglio, una frase da mettere nei baci e è stata la parte più bella della gara, ognuno di noi cucina per le persone care, specialmente quando realizza dolci così preziosi e delicati. La dedica mi ha tormentato per giorni: a caldo, ho pensato a Dario, il pargolo voluto e amato, per il quale mi si apre il cuore solo a nominarlo, poi, la sfoglia, mi ha fatto pensare a quella che il consorte mangiava nelle colazioni che sua mamma gli preparava ogni mattina e, la mia dedica, si è estesa alla famiglia. 

lunedì 16 ottobre 2017

Lahuh e Kesra per la Giornata Mondiale del Pane






Il pane è un alimento incredibile. Da qualche tempo è in atto una rivoluzione che passa attraverso la consapevolezza che è la materia prima che fa la qualità di un prodotto e il pane non è immune da questa. Sempre di più troviamo pani antichi riscoperti, pani




realizzati con farine alternative, con i semi, con spezie e frutta secca sempre più alla ricerca di novità e di un ottimo prodotto da mangiare. Pani tipici e buonissimi ne abbiamo in ogni regione italiana ma, basta guardare un po’ oltre e possiamo trovare pani meravigliosi, alimenti fondamentali in nazioni povere. Mio fratello, che ha viaggiato moltissimo in Africa, mi diceva sempre che tanto più il Paese è povero tanto più il pane è buono e viene cucinato con la massima cura e attenzione. 




Un piatto importante che aumenta il proprio valore, maggiore è la scarsità di cibo per accompagnarlo. Per la Giornata Mondiale del Pane sul Calendario del Cibo Italiano, ho scelto dei pani che di sicuro avrà mangiato mio fratello in giro per il mondo, in due Paesi che ha visitato e amato. Il primo è il Kesra, tipico dell’Algeria e del Marocco, un pane senza lievito. La cottura avviene in un apposito tajine con una decorazione particolare che imprime, durante la cottura, una serie di strisce concentriche. Si può fare in casa utilizzando la griglia.


Il secondo pane è il laluh pane yemenita molto particolare. Anche in questo caso non si fa uso del forno ma di una padella. La curiosità è quella di avere un lato liscio e l’altro completamente bucherellato. Una sorta di pancakes spugnoso tipico anche nella cucina ebraica.


Kesra
500 g. di farina 0 bio 

1 cucchiaio di sale

400 ml. di acqua tiepida

2 cucchiai di olio evo


Mescolare gli ingredienti e impastare per almeno 10 minuti. Porre l’impasto coperto dalla pellicola in un posto caldo per circa 1 ora.
Formare circa 10 palline e stenderle con la punta delle dita a dargli una forma rotonda. Cuocere in una padella antiaderente o sulla griglia per almeno 3 minuti per lato.


Lahuh

500 gr di farina 00

2 cucchiai di semola

7 g di lievito di birra disidratato

5 g di sale

Un cucchiaino di lievito istantaneo

600 ml d’acqua


Far sciogliere il lievito di birra con 150 ml di acqua. Mettere in una ciotola il semolino, il sale e mescolare con 150 ml di acqua fredda. Nella ciotola con il semolino aggiungere la farina ed il lievito per torte salate, versare l’acqua con il lievito di birra e cominciare ad impastare con una frusta cercando di non formare grumi.
Unire i restanti 300 ml di acqua poco per volta fino ad ottenere un impasto abbastanza liquido
Lasciare a lievitare per un’ora e mezza. Ungere con un tovagliolo intriso d’olio una padella antiaderente e versare un mestolo di impasto quindi mettere sul fuoco. Cuocere per circa 4 minuti, fino a quando sulla superficie del pane si saranno formate delle bolle e risulterà asciutto. Cuocere solo da un lato.
Proseguire la cottura fino alla fine dell’impasto. Molto importante è freddare sotto l'acqua fredda il fondo della padella OGNI VOLTA. E’ fondamentale partire sempre dalla padella fredda. Il pane si conserva a temperatura ambiente coperto da pellicola trasparente. 


Anche il Calendario del Cibo Italiano si unisce con entusiasmo alla grande raccolta panosa che Zorra organizza ogni anno in occasione del World Bread Day per celebrare il più semplice ma nel contempo più popolare cibo che abbraccia ed unisce tutto il mondo nel suo inconfondibile e fragrante profumo.