martedì 16 dicembre 2014

Dolci Regali......non c'è due senza tre


Dopo i patè e le insalate per digerirli, ecco che l’allegra brigata dell’MTChallenge ha sfornato (è proprio il caso di dirlo) un nuovo libro di lievitati regali (da qui il nome Dolci Regali), partendo dalla sfida del babà. Il volume, neanche a dirlo, è bello, curato e interessante. Ha foto stupende realizzate da Paolo Picciotto, illustrazioni divertenti di Mai Esteve, approfondimenti storici e curiosità raccolti dalla curatrice, la Old Fashioned Lady Alessandra Gennaro e naturalmente tantissime ricette delle blogger che partecipano ogni mese all’MTC.

lunedì 15 dicembre 2014

Biscotti di riso e pistacchi per il 4th Great Food Blogger Cookies Swap



Fin da quando ero piccola aspettavo il postino sempre con l’emozione dell’attesa. Sognavo che ci fosse una lettera per me...... quando ancora si spedivano le lettere. Oggi, ai tempi delle mail  e di whatsapp, l’arrivo del postino, riesce a suscitare in me, una sorta di infantile trepidazione.

domenica 14 dicembre 2014

Calamari ripieni alle erbe aromatiche e perle di lenticchie in riduzione di mosto cotto






Mi sono entusiasmata e poi pentita, mi sono demoralizzata e poi ripresa fino a realizzare un piatto che ho aggiustato più volte nel corso della preparazione…certo è che prima di accettare una sfida così importante sarebbe opportuno riflettere per non dover poi navigare a vista, ma forse, il bello è proprio questo, l’improvvisazione. La sfida lanciata dallo chef Pierangelini prevedeva due ingredienti che io non avevo mai accostato prima: i calamari e le lenticchie. Due ingredienti in contrasto sia per la provenienza sia perché rappresentano l’uno un ingrediente ricco del mare, l’altro, uno povero della terra.

mercoledì 10 dicembre 2014

Panini alla zucca


Volevo farli per il compleanno del pargolo ma, ho pensato che, non avrebbe apprezzato tanto sforzo nell’unico giorno nel quale “comanda” lui e può mangiare le schifezze. Volevo farli per la festa di Halloween ma, idem come sopra, nella festa della ludoteca, dove regnano leccornie in forma di patatine e bibite gassate,  i miei panini sarebbero passati moooooolto in secondo piano.

martedì 2 dicembre 2014

Tartufi alle prugne e pistacchio .......e il nuovo numero di ThreeF


Coinvolgere i bambini in attività manuali mi è sempre piaciuto. Dai lavori in giardino, alla pulizia della casa o alla preparazione di qualche ricetta chiedo sempre a Dario se può aiutarmi, perché, secondo me, oltre che educativo è anche divertente.

mercoledì 26 novembre 2014

Muffin pastel de nata


266. L’arte ci libera illusoriamente della sordidezza di essere. Mentre sentiamo i mali e le invettive di Amleto, principe di Danimarca, non sentiamo i nostri mali: vili perché sono nostri e vili perché sono vili.
L’amore, il sonno, le droghe sono forme elementari dell’arte, o meglio, di produrne lo stesso effetto. Ma amore, sonno e droghe hanno ciascuno la sua delusione. L’amore stanca o delude. Dal sonno ci si sveglia e, quando si è dormito, non si è vissuto. Le droghe si scontano con la rovina del fisico che hanno servito a stimolare. Ma nell’arte non c’è delusione perché la delusione è stata ammessa dall’inizio. Dall’arte non c’è risveglio perché in essa non abbiamo dormito, anche se abbiamo sognato. Nell’arte non c’è tributo o multa da pagare per averne goduto.
Siccome il piacere che essa ci offre in certo qual modo non è nostro, non dobbiamo pagarlo o pentircene. Per arte si intende tutto quello che ci delizia e che non è nostro: il paesaggio, il sorriso fatto a un altro, il tramonto, una poesia, l’universo obiettivo.
Possedere è perdere. Sentire senza possedere è conservare, poiché significa estrarre da una cosa la sua essenza. Da Il Libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa.

lunedì 24 novembre 2014

Torta di nocciole della Piera


Ci sono persone che riconosci tra tante. Quelle che ti fanno subito simpatia e con le quali ti trovi subito bene. Una sorta di chimica ti fa avvicinare e, senza neanche accorgertene, la sintonia diventa speciale.

venerdì 21 novembre 2014

Plumcake di zucca con salvia e beurre noisette


 
Datemi della pazza, della monotona, della ossessionata, pure della rompiballe ma, quando sfoglio quel certo libro (Cakes di Martha Stewart) non resisto, farei ogni torta in foto. Confesso che è il libro che tengo sul comodino, che sfoglio spesso prima di dormire e che mi esalta ad ogni pagina. Insomma per farla breve anche stavolta non ho resistito: dovevo farne un’altra.
 
Complici delle zucche meravigliose che ho trovato ad un mercatino le red kury e una salvia un po’ speciale che ho piantato in primavera. Si tratta della salvia ananas che ha foglie meno ruvide della parente più famosa e un profumo di ananas incredibile.
 



 Quello che non sapevo però e che ho scoperto di recente è che questo tipo di salvia fa dei fiori rossi meravigliosi che hanno catturato la mia attenzione appena li ho visti. La torta è una delle più semplici salvo alcuni passaggi che necessitano di un pochino di attenzione. Un sapore speziato, deciso e una vera armonia di sapori tra la zucca e la salvia.

 

Burro 170 g

Salvia fresca (io salvia ananas), tagliata a strisce sottili 5 g

Farina 215 g

Lievito in polvere 2 cucchiaini

Cannella in polvere 1/2 cucchiaino

Noce moscata grattugiato fresco1/4 di cucchiaino

Chiodi di garofano tritati un punta

Sale 1 cucchiaino

Polpa di zucca 234 g

Zucchero di canna chiaro 170 g

Uova 2

 
Far sciogliere il burro in una casseruola media a fuoco medio-basso. Aggiungere le strisce di salvia, e fare cuocere fino a quando il burro diventa marrone dorato, da 5 a 8 minuti
Trasferire la miscela in una ciotola e lasciare raffreddare leggermente.
Nel frattempo, mescolare la farina, al lievito, alla cannella, alla noce moscata, ai chiodi di garofano e al sale.


Unire la zucca, lo zucchero, le uova, il beurre noisette con la salvia. Aggiungere il composto di farina mescolando fino a formare un composto omogeneo. Versare in uno stampo da plumcake o in stampini monodose imburrati e infarinati. Far cuocere a 180° C per 30 minuti o fino a quando superi la prova stecchino.

Trasferire la teglia su una gratella e lasciare raffreddare per 15 minuti. Togliere la torta e porla su una gratella per lasciarla raffreddare completamente. Guarnire con foglie di salvia intera prima di servire.
 
Note

In America la polpa di zucca viene venduta in lattina, già cotta, al naturale come in questo caso o speziata per la pumpkin pie. Partendo dalla zucca al naturale, bisogna tagliarla a spicchi e metterla in una teglia su un foglio di carta da forno e cuocere a 180° C per 20 minuti o fino a che la polpa diventa morbida.

La torta è semplice e ben spiegata. Fare attenzione alla preparazione del beurre noisette perché qualche secondo in più e si rischia di bruciarlo.

Ho usato la salvia ananas ma la ricetta originale prevede la salvia comune reperibile facilmente.


La ricetta di Martha prevedeva le monoporzioni ma personalmente preferisco il plumcake intero.

 
PROMOSSA

con questa ricetta partecipo allo Starbooks di Novembre

 

sabato 15 novembre 2014

Crostone di pane casereccio a lievitazione naturale con Gruyère DOP, bresaola e cipolline caramellate


 
Le merende sono cambiate nel tempo, dalla fetta di pane con la marmellata, con burro e zucchero o con olio e sale dei miei tempi, siamo passati, forse con troppa velocità, alle merendine confezionate, comode e sempre pronte.
 
La cosa più esotica che mia madre poteva propormi era il toast, caldo e pieno di formaggio filante. Poi sono arrivate le merendine, lo scalda merende e quegli spuntini deliziosi sono passati nel dimenticatoio.
 
Oggi, una nuova consapevolezza sui prodotti industriali, ha segnato la strada verso alternative sicuramente più sane: meglio una merenda fatta in casa con ingredienti di qualità che qualsiasi altra cosa patinata e accattivante. L’unico problema sta nel “disintossicare” i figli dai messaggi pubblicitari e dalla cultura alimentare degli ultimi anni. Io mi sono adattata a tutti i cambiamenti, perché la voglia di fare merenda è rimasta costante nel tempo. Toglietemi tutto….. ma non lo spuntino di metà pomeriggio: che sia un biscotto, uno yogurt, un frutto o una fetta di pane io DEVO dare merenda. Non è solo un bisogno di cibo è un momento di relax, giusto per spezzare la giornata, ricaricarsi e ripartire. 

Quando è ripartito il contest sui Formaggi Svizzeri questa semplicissima ricetta mi è entrata in testa come tarlo, l’idea del formaggio filante, cremoso e caldo doveva trovare una sua collocazione, Dopo la polenta con Emmentaler DOP filante, ecco il crostone di pane a lievitazione naturale con Gruyere DOP, bresaola e cipolline caramellate.

I due formaggi hanno gusti differenti e con caratteristiche diverse:

L’Emmentaler DOP ha una pasta dura da avorio a giallo chiaro, con i classici buchi che lo hanno reso così famoso, buchi che si formano naturalmente durante la stagionatura . Ha un gusto dolce con sentore di noci. Prodotto nella Valle dell’Emme richiede oltre 1000 lt di latte per formare una forma da 80 kg. In cucina è un jolly, si sposa veramente bene nelle insalate, le insalate di riso, i tramezzini, la pizza oppure da solo.

Il Gruyère DOP ha un aspetto compatto un sapore sobrio e intenso e come dice il mio bimbo è burroso, varia tra il dolce e il piccante a seconda della stagionatura. Le Gruyère DOP classico (minimo 5 mesi di maturazione), reserve (minimo 10 mesi) e alpage (minimo 12 mesi)

Proviene dalla regione del Gruyère e in cucina è versatile per tutte le preparazioni anche se a me piace mangiarlo da solo con un po’ di pane.


Per il crostone

Pane casereccio a lievitazione naturale

Bresaola

Gruyere DOP

Cipolline caramellate
 


Farina W 260 (o manitoba) 600 g
Lievito madre 150 g ( sostituibile con 12 g di lievito di birra)
Acqua 400 g di
Sale 12 g
Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio (facoltativo)
1 cucchiaino di miele o malto (facoltativo)

Stemperare il lievito rinfrescato nell'acqua ad una temperatura di 22°-23° fino a farlo sciogliere.

Nella ciotola della planetaria versare la farina, aggiungere il lievito sciolto nell'acqua ( e il malto o miele) e fare andare per 1 minuto circa alla velocità minima.

Aggiungere il sale e continuare a velocità media per altri 10 minuti, fino a quando l'impasto si incorda bene ( deve staccarsi dalla ciotola).

Una volta pronto il panetto metterlo a riposare in una ciotola unta di olio, coprirla con un panno umido ( o pellicola) e far lievitare circa un’ora finchè non raddoppia di volume.

 
Passato questo tempo riprendere l'impasto, lavorarlo con delicatezza e dargli la forma di filoncino e trasferirlo su una teglia foderata con carta da forno.

Incidere il pane con una lametta o un coltello particolarmente tagliente creando una grata. Lasciare lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido.

Per le cipolline
Cipolline borettane 350 g
30 g di olio evo
100 ml di acqua
3 cucchiai di zucchero di canna
40 ml di aceto balsamico
sale

Mettere a scaldare l’olio versare le cipolline pulite. Dopo qualche minuto aggiungere l'acqua, lo zucchero di canna e l'aceto balsamico. Salare poco e fare stufare per 30/35 minuti fino a quando le cipolline saranno tenere e la salsa si sarà rappresa. Lasciare in caldo.



Comporre il crostone
Far tostare le fette di pane per qualche minuto al grill e togliere. Adagiare sopra le fettine di Gruyere DOP e rimettere nel forno caldo fino a che il formaggio si sarà sciolto completamente. Sistemare sopra le fette di bresaola e le cipolle ancora calde. Terminare con qualche goccia di salsa all’aceto balsamico. Mangiare caldo ma anche freddo è buonissimo.


con questa ricetta partecipo  al contest organizzato da Teresa di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi Svizzeri:

#noiCHEESEamo
 

sabato 8 novembre 2014

Polenta "incagiata" gratinata con Emmentaler DOP


La cucina è sempre stata il cuore della casa, quel luogo dove si svolgevano tutte le attività di famiglia, dove mia madre cucinava, riceveva le amiche per il caffè o preparava il thè allo zio Luigi , dove noi figli facevamo i compiti o guardavamo i cartoni animati mentre lei ci preparava la merenda. Il luogo delle chiacchiere, del caos, del gatto sulla sedia, delle confidenze, delle lacrime o delle discussioni infinite guardando la televisione. Musi lunghi, risate, nipoti che muovono i primi passi, i gesti lenti e ripetuti di mia mamma che lavora a maglia, lei stanca che si appisola con la testa sul tavolo. Le partite ascoltate alla radio, il parlare affacciati alla finestra, la domenica a pranzo, la prima volta che il fidanzato è venuto a cena, ogni singolo ricordo ha avuto a che fare con quella stanza calda e un po’ magica.



E’ sempre stato il regno indiscusso di mia madre, lei decideva, e lo fa ancora, cosa e come farlo. Non ho mai potuto cucinare senza prima chiederle il permesso o invitare un’amica senza prima ricevere la sua approvazione. Mio papà invece è sempre stato il primo ad entrare  ma solo quando lei chiama per il pranzo, qualunque cosa stia facendo, appena mia madre pronuncia le magiche paroline “E' pronto” lui molla tutto e si precipita, altrimenti non si fa vedere molto. Fino a qualche tempo fa non si faceva nemmeno il caffè, ora è più collaborativo ma, i suoi svaghi erano e sono altrove: la pittura, le monete, i francobolli, la storia, l’archeologia non prevedevano certo quell’ala della casa.


L’unica eccezione era quando mia mamma decideva di fare la polenta, quella era una questione da uomini e come tale riguardava anche mio padre. Non ho mai ben capito il motivo, forse perché per sciogliere la farina di mais nell’acqua bollente e per “mestarla” ci vuole della forza o perché, solo chi non ha altri compiti, può stare davanti alla polenta fumante e controllare che non attacchi. La polenta riusciva a far entrare tutti in cucina e una volta pronta, essendo piatto unico permetteva di stare a tavola con calma senza doversi alzare per prendere altro.


La polenta “incagiata” è tipica della Garfagnana: polenta di formenton 8file grossolana e un ragù semplice alternati a strati e inondati di formaggio parmigiano. Si può mangiare così oppure aspettare che si raffreddi e  tagliarla a fette, metterla in una teglia intervallandola con strati di emmentaler, una noce di burro e si inforna per sciogliere il formaggio e gratinare la superficie.





Per la polenta incagiata

Farina di formenton 8 file varietà rossa 300 g

Acqua 1lt e mezzo

Sale
Emmentaler DOP 250 g
Parmigiano grattugiato 200 g
Burro 30 g
 
Per il ragù

Carne di manzo 500 g

Concentrato di pomodoro un vasetto da 125 g

Cipolla 

Carota

Sedano

Vino

Olio

Sale
 
Pepe
 
 
Fare il soffritto con le verdure sminuzzate, poi aggiungere la carne di manzo tritata e rosolarla per alcuni minuti. Si può aggiungere un pochino di vino rosso per dare un po’ di profumo. Aggiungere il concentrato di pomodoro, aggiustare di sale e pepe poi far cuocere per almeno un’ora.

Far bollire l’acqua salata in una pentola alta. Togliere dal fuoco, versare la farina di mais e mescolare velocemente per non formare dei grumi. Rimettere a fuoco basso e cuocere per circa20 minuti

In una teglia versare uno strato di polenta ancora calda, uno di ragù e una spolverata di parmigiano. Continuare gli strati fino al termine dei preparati con ragù e parmigiano. Lasciar raffreddare. Ungere una teglia e adagiarvi la polenta incagiata a fette alternandole a fette di Emmentaler DOP. Mettere sulla superficie 2/3 noci di burro e infornare a 200°C C fino a doratura (circa 15/20 minuti).

con questa ricetta partecipo  al contest organizzato da Teresa di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi Svizzeri:
#noiCHEESEamo

mercoledì 22 ottobre 2014

Lasagne di minestrone al pesto


A volte penso che i bambini nascano con l’idiosincrasia per le verdure scritta nel Dna. Il mio, esplode in un “che schifo” ogni volta che vede qualcosa di verde e pensare che di impegno ce ne ho messo e tanto. 



Quando era molto piccolo ho cercato di fargli assaggiare quanti più sapori potevo e pensavo anche di aver fatto un buon lavoro quando, ancora instabile sulle gambe, andava a rubare i pomodorini nell’orto per mangiarli. Ad un certo punto tutto è cambiato e ciò che prima mangiava con piacere è diventato una scifezza (diceva esattamente così), ma mica mi sono data per vinta, ho cominciato a evitare di fargli vedere le verdure e a nasconderle e camuffarle in modo che pensasse di mangiare altro. Sono nate così le orecchiette al pesto (di broccoli) o il pan y tomate,  assaggiato a Barcellona, che gli piaceva tanto solo perché il pomodoro è strusciato e non riconoscibile. 


Secondo me ci sono 3 tipi di mamme: quelle che si arrendono e propongono solo patatine fritte, quelle fortunate che hanno bambini verdurivori onnivori e quelle che le provano tutte. Io appartengo a quest’ultima categoria e ho cercato, nel tempo, di avvalermi di consigli, ricette dal web e libri dedicati ai bambini. 


E’ proprio su uno di questi "il cucchiaino d’argento – verdure che passione" che ho visto le lasagne di minestrone, anche se, a dirla tutta, in quel caso si trattava di lasagne velocissime realizzate con lasagne pronte, besciamella pronta, pesto pronto e minestrone surgelato. Forse è per quello che non le avevo mai provate ma, quando Sabrina ha proposto le lasagne per l’MTC, mi sono tornate prepotentemente in testa. Ho preparato il minestrone estivo di mia mamma, ho steso la pasta all’uovo, ho fatto la besciamella e il pesto e il risultato ha stupito tutti. Un pieno di verdure saporite. Si può partire dal minestrone o utilizzare un minestrone avanzato a patto di scolarlo del liquido in eccesso, perciò è una ricetta che può diventare di riciclo. Fare le lasagne non è veloce ma se ci si organizza il lavoro e lo si divide in più momenti la soddisfazione è davvero tanta.


Pesto
Basilico 50 g (foglie giovani)
Parmigiano 6 cucchiai
Aglio 1 ma anche 2 se piace
Pinoli 1 cucchiaio
Olio extravergine d’oliva
Sale grosso qualche grano

Nella ricetta tradizionale bisognerebbe munirsi di mortaio di marmo e pestello di legno e seguire un rigido protocollo io, non me ne vogliano i genovesi, lo faccio con il mixer cercando di non far scaldare troppo il basilico. 

Lavare e asciugare il basilico e metterlo nella ciotola del mixer con l’aglio, il formaggio, i pinoli, il sale e un goccio d’olio. Azionare il mixer a impulsi e aggiungere olio se necessario fino a che il tutto si sia ben tritato e amalgamato. Aggiungere altro olio alla fine.
Chi volesse farlo nella maniera convenzionale.



Minestrone della Diva
Carote 2
Sedano 1 costa
Cipolla 2
Zucchini 2/3
Bietola o lattuga 3/4 foglie
Porri 2
Piselli freschi (io surgelati) 200 g
Passata di pomodoro 3 cucchiai o pomodori freschi 2/3
Aglio 1
Patate 2 piccole
Basilico 2 foglie
Olio
Sale
Pepe
Acqua 500 ml

Lavare e pulire tutte le verdure. Tagliarle finemente. Metterle in una pentola alta e aggiungere l’acqua, il sale, il pepe e un goccio d’olio. Cuocere il minestrone a fuoco medio per circa 30 minuti. Se le verdure dovessero rilasciare troppa acqua bisogna eliminarla togliendola con un mestolo. Il risultato dovrà essere quello di un minestrone asciutto. Lasciar intiepidire e aggiungere il pesto.

Per la pasta
Farina di grano tenero di tipo 1 + un po' 200 g
Semola di grano duro rimacinata 100 g
3 uova

Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova. Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli ingredienti e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina o acqua.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. 
Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello.
Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.

Per la besciamella 
Latte 1,5 lt
Burro 120 g
Farina 150 g
Sale
Pepe

Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere.
Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi.
Aggiungere il latte bollente un poco per volta. Salare e pepare.
Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore.

Comporre la lasagna
 Mettere a bollire abbondante acqua salata.Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli.

Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta.  Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.

In una teglia da forno versare un mestolo di besciamella e uno minestrone e stenderli bene fino a coprire il fondo.

Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di besciamella, uno di minestrone e una bella manciata di parmigiano fino a riempire lo stampo.

Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti.Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle.

Con questa ricetta partecipo  all’mtc n. 42